TARES – IL PAGAMENTO DEVE ESSERE EFFETTUATO CON MODELLO F24

Seconda rata tares

In questi giorni i comuni o i soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani stanno inviando ai contribuenti gli inviti ad effettuare il pagamento della seconda rata della tassa rifiuti e servizi “TARES”.

Le precedenti autorizzazioni al pagamento mediante rid (addebito diretto sul conto) non sono più valide

Il pagamento della tassa va effettuato mediante F24 sia che la riscossione avvenga direttamente ad opera del comune sia che questa sia stata affidata a terzi incaricati.

Verifica dei dati riportati sul modello F24

Nelle comunicazioni che in questi giorni stanno raggiungendo i contribuenti, solitamente viene allegato il modello F24, precompilato. Si raccomanda di verificare la correttezza dei dati precompilati sul modulo di pagamento con particolare riguardo ai dati anagrafici ed al codice fiscale. Nel caso in cui il modello F24 ricevuto evidenziasse qualche inesattezza, questo non deve essere utilizzato e si deve provvedere a compilare un nuovo F24 con i dati corretti. In tal caso sul nuovo modulo dovrà essere riportato anche il numero “Identificativo Operazione” che si trova indicato sul modello F24 (sotto i dati anagrafici a fianco della dicitura MOTIVO DEL PAGAMENTO).

DOMANI 1 OTTOBRE 2013 L’ALIQUOTA IVA DEL 21% AUMENTA AL 22%.

“Nei prossimi giorni, per determinare l’aliquota Iva applicabile (21% o 22%) alle cessioni di beni mobili o immobili o alle prestazioni di servizi, si dovrà prestare particolare attenzione al momento fiscalmente rilevante dell’operazione. Solo se questo cadrà dopo l’entrata in vigore della modifica (cioè domani) si applicherà l’aliquota Iva del 22 per cento. Per applicare ancora l’Iva del 21%, però, è possibile anticipare la fatturazione alla data precedente all’entrata in vigore dell’aumento al 22 per cento. In questo caso, però, l’Iva deve essere versata nella successiva liquidazione mensile o trimestrale, indipendentemente dal pagamento del corrispettivo da parte del cliente. Anche il pagamento anticipato a oggi del corrispettivo consente l’applicazione dell’aliquota al 21 per cento.Se le operazioni effettuate consistono in:

  • cessioni di beni (merci, materie prime, ecc.) assoggettati ad aliquota ordinaria (abbigliamento, beni strumentali, materie prime industriali ed in genere tutti i beni non assoggettati alle aliquote ridotte del 10 % oppure del 4%): le operazioni effettuate con consegna o spedizione (data documento di trasporto) del bene a partire dal 01 ottobre 2013 dovranno essere fatturate con aliquota 22 % in luogo della vecchia aliquota del 21 %;
  • vendite al minuto (con scontrino o ricevuta): si applica la stessa regola di cui sopra;
  • cessione di beni immobili (indipendentemente dalla tipologia catastale): l’aumento si applicherà agli atti notarili effettuati a partire dal giorno 01 ottobre 2013;
  • prestazioni di servizi (servizi professionali ed altri servizi non esenti): l’aumento si applicherà alle fatture emesse a far data dal giorno 01 ottobre 2013 (indipendentemente dal fatto che i servizi siano stati prestati in epoca antecedente).

Ciò premesso segnaliamo con urgenza le seguenti questioni operative:

–  gli utilizzatori di REGISTRATORI DI CASSA è opportuno che si mettano già da ora in contatto con i fornitori che effettuano la manutenzione/sostituzione degli stessi al fine di programmare l’intervento di modifica/aggiornamento del registratore in modo da poter emettere tempestivamente gli scontrini aggiornati alla nuova aliquota IVA a partire dal giorno stesso in cui sarà applicabile la nuova aliquota;

–  coloro che si avvalgono della FATTURAZIONE DIFFERITA (di cui all’art. 22, co.4 del DPR 633/72), che consente di emettere un’unica fattura riepilogativa delle consegne avvenute durante un mese solare documentate da DDT, dovranno applicare l’aliquota del 21% per le consegne effettuate fino al giorno antecedente all’entrata in vigore della legge di conversione, anche se la fattura differita venisse emessa entro il giorno 15 del mese successivo.;

–  in caso di pagamenti di ACCONTI SU FATTURE, per gli acconti corrisposti prima dell’entrata in vigore della legge di conversione,  si deve applicare l’IVA con l’aliquota del 21% (a nulla rilevando che la consegna del bene avvenga in data successiva), fermo restando che sull’importo a saldo (ad esempio corrisposto alla consegna) si renderà applicabile l’aliquota del 22%;

–    in caso di emissione di NOTE DI VARIAZIONE (ex. art. 26 DPR 633/72), se all’operazione originaria è stata applicata l’IVA al 21% (in quanto effettuata prima dell’entrata in vigore della legge di conversione), alla successiva nota di variazione (in aumento o in diminuzione) si rende applicabile la medesima aliquota del 21%, anche se il documento è emesso successivamente all’entrata in vigore della legge in questione;

–    per le cessioni di beni o le prestazioni di servizi EFFETTUATE NEI CONFRONTI DELLO STATO E DEGLI ENTI PUBBLICI E ISTITUTI indicati nel comma 5 dell’art. 6 del decreto IVA (Regioni, Province, Comuni, Asl, Istituti universitari, ecc.) con IVA IN SOSPENSIONE, in base al comma 2-quater aggiunto all’art. 2 del D.L. 138, se la fattura è emessa e contemporaneamente registrata fino al giorno precedente all’entrata in vigore della maggiorazione IVA, si mantiene l’aliquota del 21%, anche se il corrispettivo non è stato ancora pagato;

–    in caso di emissione della fattura prima del momento di effettuazione dell’operazione (solitamente prima della consegna del bene o del pagamento del corrispettivo) resta valida l’aliquota vigente alla data di emissione della fattura;

–    per i PROFESSIONISTI, in caso di emissione di NOTE PROFORMA, qualora l’incasso e/o l’emissione della relativa fattura definitiva avvengano successivamente all’entrata in vigore della nuova aliquota, la fattura dovrà essere aggiornata con la nuova aliquota; si invitano pertanto i professionisti che, alla data di entrata in vigore della nuova aliquota, si trovassero ad avere ancora fatture proforma da incassare, a riemettere tali proforma indicando la nuova aliquota IVA;

–    per i CLIENTI di professionisti che pagheranno (DOPO l’entrata in vigore del D.L. 138/2111) FATTURE PROFORMA (tra cui quelle del Nostro Studio) ricevute PRIMA dell’entrata in vigore della nuova aliquota, è consigliabile che si rivolgano al prestatore del servizio al fine di ottenere la fattura proforma ri-emessa con l’applicazione della nuova aliquota.

Si precisa che tale variazione interessa solamente l’aliquota ordinaria del 21%, mentre rimangono immutate le aliquote ridotte del 4% e del 10%.

01.10.2013 CAMBIANO LE REGOLE PER COMUNICARE GLI ACQUISTI DA SAN MARINO

01.10.2013 CAMBIANO LE REGOLE PER COMUNICARE GLI ACQUISTI DA SAN MARINO 

Dal prossimo 01 ottobre 2013 cambiano le regole per comunicare all’erario le operazioni di acquisto dalla Repubblica di San Marino.

partire dagli acquisti annotati dal primo ottobre 2013 la comunicazione dovrà essere effettuata entro il mese successivo a quello di registrazione utilizzando il modello per la comunicazione delle operazioni IVA  in via telematica (il c.d. “spesometro”).L’adempimento è mutato soltanto in relazione agli acquisti per i quali l’Iva deve essere assolta dall’acquirente italiano con il meccanismo dell’inversione contabile (e non per quelli con lva corrisposta al fornitore sammarinese).
  • Non sono cambiati gli adempimenti riguardanti gli acquisti con IVA corrisposta al fornitore sanmarinese.
  • La novità non riguarda gli acquisti di servizi, per i quali si applicano le regole in materia di territorialità delle prestazioni.
Gli adempimenti

L’operatore italiano che acquista beni da un operatore economico della Repubblica di San Marino deve:
  • Corrispondere l’Iva dovuta a norma dell’art. 17, secondo comma, del dpr 633/72, indicandone l’ammontare sull’originale della fattura inviatagli dal fornitore
  • Annotare la fattura ai sensi nel registro vendite nel registro acquisti, con le modalità e nei termini stabiliti; è da ritenere, in proposito, che l’annotazione «a debito» vada effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura, con riferimento al mese di ricevimento (ciò in base a quanto stabilito per situazioni analoghe, non essendo rinvenibile un termine per il caso specifico), mentre l’annotazione «a credito» va eseguita anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale è esercitato il diritto alla detrazione;
  • Dare comunicazione delle avvenute registrazioni al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate (in teoria, quindi, nella poco probabile ipotesi in cui la registrazione «a debito» e quella «a credito» non fossero contemporanee, occorrerebbe dare distinte comunicazioni all’ufficio).
  • Non è obbligatoria la comunicazione INTRASTAT ACQUISTI.

Soppressione dell’obbligo precedente


Gli acquisti annotati fino al 30 settembre 2013 permane l’obbligo comunicare in modalità cartacea le avvenute annotazioni entro 5 giorni (C.M. n. 30/510542 del 20 aprile 1973) all’ufficio delle Entrate territorialmente competente, indicando i numeri progressivi annuali attribuiti nei rispettivi registri. Obbligo che verrà a cessare con gli acquisti annotati dal primo di ottobre 2013.


Cosa comunicare


Dovrà essere comunicato analiticamente, ossia con riferimento a ciascun acquisto, e trasmessa in via telematica, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di annotazione della fattura (quindi la prima comunicazione andrà fatta entro il prossimo 30 novembre). Gli elementi da comunicare per ciascun acquisto sono i seguenti:
–      denominazione, indirizzo e codice identificativo Iva del fornitore
–      data di emissione della fattura;
–      data di registrazione della fattura;
–      numero della fattura;
–      ammontare imponibile (o comunque l’importo) della fattura;
–      quello dell’IVA liquidata;
Non è richiesta l’indicazione dei numeri attribuiti dal ricevente.

Lo studio resta a disposizione per ulteriori chiarimenti.

NUOVO REDDITOMETRO: IN ARRIVO LE PRIME CONVOCAZIONI

NUOVO REDDITOMETRO: IN ARRIVO LE PRIME CONVOCAZIONI

PRONTE LE NUOVE LISTE SELETTIVE – L’Agenzia delle Entrate ha predisposto una lista selettiva di controllo all’interno della quale sono stati inseriti circa 35.000 contribuenti che, avendo evidenziato scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata, saranno sottoposti a verifica. I contribuenti selezionati saranno invitati a comparire personalmente per fornire chiarimenti in merito a tali scostamenti.

MODALITA’ OPERATIVE – Il contribuente viene invitato a comparire per giustificare le differenze  tra spese sostenute e reddito dichiarato. Il contribuente a questo punto è tenuto a presentarsi ed a produrre la documentazione richiesta dall’ufficio. Non si è tenuti a produrre documenti già in possesso dell’ufficio o di altre amministrazioni. In questa fae il contribuente fornisce chiarimenti relativamente alla sua posizione che possono sostanziarsi in:
– disponibilità di altri redditi non soggetti a dichiarazione, ovvero esenti e/o soggetti a ritenuta a titolo d’imposta, attraverso i quali possa giustificarsi la maggiore capacita di spesa;
– dimostrazione che le spese, o parte delle stesse, imputate al contribuente sono in realtà state sostenute da altri soggetti;
– dimostrazione che i beni, o parte degli stessi, di cui il contribuente risulta avere la disponibilità, sono in realtà nella disponibilità di altri soggetti;
– giustificazioni in merto al reperimento delle somme necessarie al sostenimentio di investimenti;
– giustificazioni in relazione alla provenienza degli incrementi di risparmio verificatisi in capo contribuente nel periodo in esame.
Occorre che tali giustificazioni siano supportate da prove certe e da idonea documentazione.
Se le risposte del contribuente vengono ritenute esaustive l’Ufficio procede con l’archiviazione dela pratica. In caso contrario, nella valutazione complessiva della posizione, vengono incluse anche le spese statisticamente attribuibili al contribuente su base ISTAT. Successivamente l’Ufficio attiva la procedura di accertamento con adesione, con notifica al contribuente del relativo invito al contraddittorio.

OBBLIGO DI RISPOSTA ALL’INVITO – Il contribuente è tenuto a rispondere all’invito presentandosi e fornendo i chiarimenti richiesti. Alla mancata presentazione, che è sanzionata, è possibile l’Ufficio faccia seguire un approfondimento delll’azione di verifica attraverso indagini finanziarie e richiesta di dati e notizie a terzi.
Un problema particolarmente rilevante è legato alla documentazione da fornire a supporto (prova) delle giustificazioni del contribuente. I tempi sono particolarmente stringenti (15 giorni) e nonostante a seguito di richiesta motivata si possa pervenire ad una proroga dei tempi di consegna, non è detto che si riesca a reperire tutta la documentazione necessaria. Si pensi ad esempio alla difficoltà di reperire documentazione di conti correnti detenuti 4 anni fa presso un istituto di credito con il quale non si intrattengono più rapporti, ovvero, a documentazione relativa a operazioni di investimento effettuate insieme al coniuge, nel frattempo divenuto ex.
La questione è particolarmente scottante, in quanto, per i documenti richiesti esplicitamente dall’ufficio e non presentati, il contribuente corre il rischio, oltre che della comminazione della specifica sanzione, anche di vedersi opporre la inutilizzabilità, nel caso di successiva presentazione di detta documentazione nelle fasi successive di accertamento con adesione e/o contenzioso. Si ritene che questo possa succedere solo relativamente alla documentazione specificamente ed esplicitamente richiesta dall’Ufficio e non relativamente alle generiche  richieste di documentazione di supporto. Si ritiene inoltre che se a seguito della presentazione di una prima documentazione l’Ufficio non pervenisse all’archiviazione, ciò non dovrebbe costituire preclusione alla produzione di ulteriore documentazione in questa e nelle eventuali fasi successive.

CONSIDERAZIONI – Da quanto sopra emerge chiaramente che, la fase di risposta all’invito è un passaggio estremamente delicato e da preparare con estrema attenzione e tempestività. E’ pertanto estremamente importante che il contribuente, una volta ricevuto l’invito si muova rapidamente contattando il professionista di fiducia, pianificando con attenzione giustificazioni e strategia difensiva e reperendo tutta la documentazione di supporto.

IVA – LE ANNOTAZIONI DA RIPORTARE IN FATTURA

Fonti normative: Art. 21 D.P.R. 26.10.1972, n. 633 – Art. 1, c. 325, lett. a), d), n. 1) e 2) L. 24.12.2012, n. 228, Ris. Ag. Entrate 10.01.2013, n. 1/E.

Le fatture emesse che espongono importi non soggetti a IVA, ovvero non imponibili oppure esenti dovranno riportare per esteso le annotazioni virgolettate, con eventualmente anche l’indicazione della norma nazionale o comunitaria. Le annotazioni da riportare sono:

ANNOTAZIONE DA RIPORTARE IN FATTURA

TIPO DI OPERAZIONE E RIFERIMENTO NORMATIVO

Operazione non soggetta”:

 

  • Cessioni di beni e prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dalla UE (art. 7 dpr 633/72);
  • cessioni di beni in transito e depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale.

Operazione non imponibile”:

  • Operazioni di cessioni all’esportazione e operazioni assimiliate di cui agli art. 8, 8-bis, 9 e 38-quater del DPR 633/72;
  • cessioni intracomunitarie di cui all’art. 41 D.L. 331/93

Inversione contabile”:

 

  • Cessioni di beni e prestazioni di servizi non soggette ad imposta di cui agli art. da 7 a 7-septies DPR 633/72, effettuate nei confronti di Soggetti passivi in altro stato ue che si autoaddebitano l’IVA del loro Stato Membro;
  • Operazioni interne: Per le cessioni interne per le quali l’IVA è dovuta dal soggetto passivo acquirente:
    • Oro, oro da investimento (art. 17, comma 5 DPR 633/72);
    • Rottami, cascami, avanzi di metalli non ferrosi, e poi carta da macero stracci, scarti di ossa, (art. 74, commi 7-8 DPR633/72):
    • Sub-appalti in edilizia o cessione di fabbricati strumentali, cessioni di cellulari, PC, microprocessori.

 “Operazione Esente”:

  • Operazioni esenti di cui all’art. 10 DPR 633/72, con esclusione di quelle indicate al n°6: lotto, lotterie, concorsi pronostici, comprese le raccolte delle giocate.

Operazione soggetta al regime del margine”:

Operazioni soggette al regime di cui al D.L. 41/95, con ulteriore annotazione:

  • Regime del margine – beni usati;
  • Regime del margine – oggetti d’arte;
  • Regime del margine – oggetti di antiquariato o da collezione;
  • Regime del margine – agenzie di viaggi, per le agenzie di viaggi e turismo.

Autofatturazione”

  • Nel caso di acquisti di beni o prestazioni di servizi per i quali la relativa imposta è dovuta dal cessionario o committente, o soggetti passivi IVA con la tecnica dell’autofattura. (reverse charge o inversione contabile)

N.B. la fattura deve riportare la marca da bollo da 1.81 euro sull’originale (l’originale è quello in mano al destinatario) nei seguenti casi, SE GLI IMPORTI CUI SI RIFERISCE SUPERANO I 77,47 EURO:

  • operazioni esenti (art. 10)
  • operazioni non soggette/escluse (art. 7, art. 15, regime del margine, altri casi di operazioni non soggette per assenza dei requisiti oggettivi e soggettivi: art. 1-2-3-4, per i quali non è obbligatoria l’emissione della fattura ma se esposte in tale documento comportano l’indicazione dell’articolo di non assoggettamento e l’applicazione della marca da bollo)
  • operazioni non imponibili art. 8 1’ comma lettera  C (operazioni verso esportatori abituali), a meno che non ci sia in fattura la dicitura ‘beni /servizi che voi ci dichiarate essere destinati ad essere inseriti in successiva cessione all’esportazione ‘

Antiriciclaggio: abbassato a 1.000 euro il limite per l’utilizzo di contante

La Manovra Monti (“Manovra salva – Italia”) approvata il 4 dicembre 2011 dal Consiglio dei Ministri, interviene nuovamente sulla disciplina dell’antiriciclaggio.

In particolare, viene abbassata a 1.000 euro la soglia per l’uso dei  contanti, in precedenza fissata a 2.500 euro.  Al di sopra di questo tetto non saranno possibili, infatti, operazioni con mezzi di pagamento non tracciabili.

Per i pagamenti effettuati da pubbliche amministrazioni per stipendi e prestazioni d’opera la soglia viene abbassata a 500 euro.

Le violazioni di questa normativa  deve essere comunicata entro 30 giorni  al Ministero dell’Economia e all’Agenzia delle Entrate.

Il  provvedimento contiene anche la previsione di una convenzione, da stipularsi entro tre mesi, tra Ministero dell’Economia e Banche per condizioni agevolate per l’apertura e l’uso di conti correnti.

Proroga comunicazione beni in leasing, a noleggio ed in locazione

Prorogato con provvedimento Agenzia Entrate del 21/11/2011 n. 165979 al 31.01.2012 il termine per trasmettere i dati e le notizie dei contratti di leasing relativi ai periodi di imposta 2009 e 2010.

Obbligate alla presentazione della comunicazione tutte le società che operano nel comparto delle locazioni finanziarie, come quelle inquadrate nel settore bancario o come intermediari finanziari, iscritti negli appositi elenchi, nonché tutte le società che svolgono attività, anche non regolamentata, di locazione e noleggio.

Riduzione dell’acconto anche per la cedolare secca e il regime dei “minimi”

Con comunicato stampa del 25 novembre 2011 il Ministero delle Finanze ha comunicato che il differimento di 17 punti percentuali sull’acconto IRPEF si applica anche all’acconto della “cedolare secca” ed al “regime dei minimi”.

Ai contribuenti che hanno già effettuato il versamento applicando le percentuali in
misura piena, compete un credito di imposta di importo corrispondente al maggior
acconto versat

Legge di stabilità 2012: aumentano le soglie per la liquidazione Iva trimestrale

16 novembre 2011
La Legge di Stabilità 2012, pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 234 della Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14.11.2011, innalza i limiti per consentire le liquidazioni periodiche dell’Iva con cadenza trimestrale, legandoli a quelli previsti per il regime di contabilità semplificata. In particolare, le soglie entro le quali sarà possibile liquidare e versare l’va trimestralmente sono elevate ad un ammontare di ricavi pari a 400.000 euro per i servizi e 700.000 euro per le altre attività, in coincidenza con quanto previsto per l’accesso al regime di contabilità semplificata. Quindi, non rileverà più l’importo del volume di affari, ma quello dei ricavi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Riduzione acconti IRPEF di novembre dal 99 all’82 percento.

Con un comunicato stampa, con data di oggi, il ministero delle economia e delle finanze comunica che è stato firmato in data 21 novembre 2011, ed è in corso di pubblicazione, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede, fra l’altro, il differimento del versamento di 17 punti percentuali dell’acconto IRPEF dovuto per il periodo d’imposta 2011. Di conseguenza l’acconto IRPEF dovuto entro mercoledì 30 novembre ammonterà all’82 per cento anziché al 99 per cento. La differenza sarà versata a giugno del 2012.