SE EQUITALIA CONCEDE LA DILAZIONE E’ INIBITO IL BLOCCO DEI PAGAMENTI

Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute ai sensi dell’articolo 48-bis del DPR 602/73, a verificare se chi vanta crediti nei loro confronti di importo superiore ai 10.000 euro risulti inadempiente per debiti risultanti da cartelle di pagamento per importi pari o superiori ai 10.000 euro. La verifica deve essere effettuata prima di procedere al pagamento e ove risultassero pendenze superiori alla soglia, le Pubbliche Amministrazioni devono procedere al blocco dei pagamenti.

Il soggetto che vanta crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione non può però essere considerato inadempiente nel caso in cui abbia ottenuto la dilazione delle somme iscritte a ruolo (ex art. 19 del DPR 602/73, o nel caso in cui abbia ottenuto la sospensiva della cartella di pagamento o dell’accertamento (circolare della Ragioneria dello Stato n. 22 del 29/07/2008). In questo secondo caso è bene farsi parte attiva nel fare pervenire a Equitalia e alla Pubblica Amministrazione debitrice, copia del provvedimento di sospensione, al fine di evitare l’evidenziazione di pendenze non più esistenti.

Spesometro – le FAQ dell’Agenzia dopo la prima scadenza

SPESOMETRO – CHIARIMENTI DOPO LA SCADENZA

Spirato il termine per la comunicazione dei soggetti mensili (12 novembre 2013) ed a ridosso della scadenza per i soggetti trimestrali (21 novembre 2013), l’Agenzia Entrate pubblica, in data 19 novembre 2013, le FAQ (Risposte alle domande frequenti) sullo spesometro (clic).
Il documento è anche occasione per l’Agenzia di comunicare che verranno adeguate le istruzioni per correggere le imprecisioni contenute nelle stesse.
In sintesi i chiarimenti forniti sono i seguenti.

Operazioni Black List e Operazioni verso San Marino – Quadro BL


Le operazioni già comunicate con il quadro BL non devono essere indicate anche nel quadro SE. 
Le operazioni di importo pari o superiore a 500,00 euro non devono essere indicate ne in questo quadro e nemmeno nei quadri ordinari del modello.

Autofatture – Quadro FE


Acquisti di beni da non residenti territorialmente rilevanti in Italia –  Vanno indicati acquisti da fornitori Extra- UE, e acquisti da fornitori UE non già ricompresi negli elenchi INTRASTAT. La casella “Autofattura” deve essere barrata per segnalare le autofatture emesse ai sensi dell’art. 17, comma 2, D.P.R. 633/1972, per acquisti da soggetti non residenti, nel caso di acquisti da fornitori extra UE, la  casella autofattura non va utilizzata  per le importazioni.

Operazioni attive con soggetti non residenti – Quadro FN


Non devono essere comunicate le operazioni già comunicate tramite Intrastat e le esportazioni. Devono essere comunicate anche le operazioni effettuate in Italia, non documentate da fattura, verso soggetti non residenti.

Autofatture – Quadro FR 


Operazioni con soggetti non residenti: nel caso manchino gli elementi per  identificare la parte non eesidente, o la documentazione ricevuta risulti illeggibile,  deve essere barrata la casella “autofattura”.
Acquisto da imprenditore agricolo esonerato: il cessionario o committente obbligato alla comunicazione, che abbia rilevato l’acquisto da un imprenditore agricolo esonerato (art. 34, co.6, DPR 633/72), comunica l’operazione attraverso l’utilizzo del flag ‘autofattura’ con l’indicazione della diversa partita IVA dell’agricoltore
Acquisto regolarizzato dal cessionario o committente con l’emissione di autofattura e con il versamento della relativa imposta, si comunica l’operazione attraverso l’utilizzo del flag ‘autofattura’ con l’indicazione della diversa partita IVA del prestatore o del cedente.

Reverse Charge – Quadro FR


Reverse charge nazionale: vanno comunicate, barrando la casella “reverse charge” anche le operazioni di acquisti di cellulari o microprocessori, non vanno indicate, al contrario, leoperazioni relative agli immobili.

Operazioni passive con soggetti non residenti – Quadro SE


Le istruzioni al modello saranno integrate con la specifica che in questo quadro andranno comunicate tutte le operazioni passive cono soggetti non residenti (comunitari e non) se rilevanti in Italia, sempre che non siano state comunicate tramite intrastat o si tratti di importazioni, o non siano state comunicate nei quadri FR o SE. La precisazione è necessaria in quanto, seguendo le istruzioni a fronte dell’unica operazione ricevuta da soggetto estero, territorialmente rilevante in Italia, l’operazione andrebbe comunicata in tre differenti quadri: FE, FR, SE. Tuttavia, a detta dell’Agenzia, la ripetizione della stessa operazione passiva, non dovrebbe più  verificarsi, considerato che:
  • in caso di impossibilità di identificazione della controparte estera va comunicata la sola autofattura nel quadro FR;
  • in caso di controparte estera da cui si riceve fattura completa di tutti i dati necessari, è sufficiente comunicare la fattura estera nel quadro SE.
Omaggi ed operazioni prive di corrispettivo

Le cessioni  gratuite di beni che formano oggetto dell’attività d’impresa, nonché la destinazione di beni a finalità estranee alla impresa sono ogggetto di comunicazione. Le cessioni gratuite di beni autofatturate dall’impresa cedente sono da comunicare con l’indicazione della partita Iva del cedente. Per le fatture emesse per cessioni gratuite per la  sola rivalsa dell’Iva ai sensi dell’art. 18, comma 3, va comunicata indicando come imponibile il valore minimo di 1 euro, anche se in fattura l’imponibile è a zero.

Fatture emesse su richiesta del cliente


Per gli anni 2012 e 2013 le fatture emesse da commercianti al minuto e da coloro che somministrano alimenti e bevande, nonché dalle agenzie viaggio, emesse su richiesta del cliente, vanno incluse nella comunicazione se di importo pari o superiore a 3600 euro lordi, a prescindere dalla registrazione nel registro dei corrispettivi. E’ facoltà del contribuente comunicare anche le fatture di importo inferiore.

Firma del modello


L’Agenzia precisa che, trattandosi di una comunicazione, non sarà necessario apporre la firma sul modello, per altro non è nemmeno previsto lo spazio, mentre le istruzioni ne prevedevano la “sottoscrizione”. Il modello potrà essere conservato anche su supporto informatico ed esibita a richiesta dell’Amministrazione finanziaria.

Tardiva presentazione, comunicazioni integrative e correttive


L’Agenzia precisa che non saranno irrogate sanzioni per presentazioni oltre il termine previsto, purchè il modello sia inviato entro il prossimo 31 gennaio 2014. Nessuna sanzione anche per le comunicazioni integrative o correttive entro lo stesso termine.

A prescindere da qualunque considerazione, che non potrebbe essere che di biasimo a fronte di chiarimenti giunti oltre la scadenza, va tenuto presente che la “clemenza” sulle tardive presentazioni non ha, ad oggi, trovato spazio in nessun documento che abbia una valenza di legge (le FAQ ed i comunicati stampa non hanno forza normativa).
Sarà necessario valutare, in caso di avvenuta presentazione, in casi di difformità della comunicazione già presentata, sia opportuno procedere ad una ripresentazione o attendere eventuali mosse dell’Agenzia delle Entrate, tenendo presente che “in caso di incertezza normativa”, mai come in questo caso lampante, è acclarata la non applicabilità delle sanzioni.

EQUITALIA – POSSIBILE ESTENDERE LA DILAZIONE FINO A 120 RATE

DI COSA SI TRATTA

In caso grave e comprovata difficoltà, legata alla congiuntura economica, è possibile accedere alla rateizzazione dei debiti anche oltre le 72 rate previste dal piano ordinario e fino a 120 rate mensili.

Il decreto del M.E.F.  DEL 6 NOVEMBRE 2013 ha dettato le disposizioni attuative della norma introdotta con il “decreto del fare”  che all’articolo 52 aveva introdotto questa possibile soluzione di pagamento dei debiti nei confronti di Equitalia.

A QUALI CONDIZIONI SI PUO’ ACCEDERE ALLA RATEAZIONE STRAORDINARIA

Le condizioni per poter accedere alla rateazione straordinaria sono le seguenti:

  • Per le persone fisiche, e per le imprese individuali in regime di contabilità semplificata, la rata che non si è in grado di pagare deve essere superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare, risultante dalla certificazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • Per le altre imprese, la rata che non si è in grado di pagare deve essere superiore al 10% del volume d’affari e l’indice di liquidità ((liquidità differita + liquidità corrente) / passivo corrente) deve essere compreso tra 0,5 e 1.

DECADENZA

È prevista la decadenza automatica dal piano di rateazione straordinaria in caso di mancato pagamento di 8 rate ancorché non consecutive.

 FONTI

  • articolo 52, comma 3, del decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013

Se il contratto non dispone diversamente il prezzo si considera IVA inclusa

In un contratto di compravendita il fornitore del bene è la persona tenuta a versare l’IVA dovuta sull’operazione imponibile. Qualora nell’indicazione del prezzo non sia espressamente previsto che il prezzo è indicato al netto dell’IVA (oppure ad esempio che il corrispettivo indicato sarà maggiorato dell’IVA) tale prezzo deve essere considerato come già comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto.

La conseguenza evidente è che il cliente potrà limitarsi a pagare il prezzo convenuto e l’IVA rimarrà sostanzialmente a carico del venditore.

RILASCIO DURC IN PRESENZA DI CREDITI VERSO PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – ISTRUZIONI INAIL

Con la circolare n 53 dell’11 novembre 2013, l’INAIL ha diramato le istruzioni relative alla possibilità di rilascio del DURC, per le aziende che non sono in regola con i pagamenti dei contributi previdenziali e/o assicurativi ma vantano crediti verso la Pubblica amministrazione, almeno di pari importo.

Quali crediti possono essere utilizzati per ottenere il DURC?

Sono i crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. Per poter ottenere il DURC, ovviamente, l’importo dei crediti deve almeno pari o superiore a quello degli oneri contributivi non versati.

 Come fare per ottenere il DURC?

Le aziende che si trovano in queste condizioni per prima cosa devono ottenere la certificazione dei propri crediti. Per farlo occorre collegarsi alla piattaforma informatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria dello Stato. L’indirizzo è il seguente:

Clicca QUI per andare all’indirizzo

Una volta ottenuta la certificazione basterà consegnare all’Ente una copia della stesa o comunicare il numero di certificazione, l’Amministrazione che l’ha rilasciata, la data del rilascio, l’importo del credito certificato, la data in cui il credito dovrebbe essere pagato ed il codice di controllo rilasciato dalla piattaforma informatica.

Al fine di consentire all’INAIL la verifica, gli interessati, devono inoltre trasmettere a mezzo PEC, le certificazioni dagli stessi ricevute dall’account “notifiche piattaforma certificazione crediti” ed aventi ad oggetto “PCC – Informativa rilascio certificazione”.

Chi può richiedere il DURC?

 

  • Il diretto interessato;
  • Dalle stazioni appaltanti nel caso in cui queste siano una Pubblica Amministrazione;

 

La possibilità di ottenere il rilascio del DURC attestante la regolarità contributiva è di fondamentale importanza per le imprese che operano attraverso contratti d’appalto. In mancanza del DURC infatti i committenti di appalti tra privati possono sospendere i pagamenti dei lavori eseguiti. La mancanza del DURC inibisce la possibilità di partecipare a gare per appalti pubblici o di poter usufruire di finanziamenti agevolati.

 

Fonti

  •  DL 52/2012 articolo 13-bis, comma 5
  • DM 13 marzo 2013 Ministero del Lavoro
  • circolare n.40/2013del 22/10/2013;

Il punto sull’IMU

Il punto sull’IMU


Con l’approvazione in Senato della Legge di Conversione del DL 31.08.2013, n. 102, è stata definitivamente confermata l’abolizione “parziale” della prima rata IMU per l’anno 2013, per gli immobili per cui, con il D.L. 54/2013 la riscossione era stata sospesa. Riepiloghiamo brevemente la portata del provvedimento. Non essendo ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo della norma le informazioni sono riferite a quanto pubblicato dalla stampa specializzata.

Immobili esenti da IMU da01.01.2013 (non è dovuta nemmeno la prima rata)


  • abitazioni principali e relative pertinenze, con esclusione delle abitazioni signorili,delle ville e dei castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici (categorie catastali A/1, A/8, A/9);
  • alloggi degli IACP o degli Enti di ediliza residenziale pubblica con finalità similari;
  • terreni e i fabbricati rurali di cui all’art. 13 c. 4,5 e 8 del DL 201/2011.
Immobili esenti da IMU dal 01.07.2013 (per cui è sopressa solo dalla seconda rata 2013)

  • Immobili merce delle imprese costruttrici a condizione che non siano stati locati, per i quali l’IMU è dovuta fino al 30.06.2013, l’esenzione è concessa fino a quando gli stessi rimangano destinati alla vendita o non siano locati;
  • alloggi appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa che sono assimilatialle abitazioni principali a decorrere dal 01.07.2013;
  • l’unico immobile posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente alle Forze Armate, alle Forze di Polizia, dal personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia. Per godere dell’assimilazione alle abitazioni principali, non deve possedere i requisiti della dimora abituale e della residenza anagrafica  ne essere censito nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9
  • su apposita delibera del Comune, cui la norma concede la facoltà di equipararle alla abitazione principale e di fissare i criteri e le modalità di applicazione dell’agevolazione, le unità immobiliari e relative pertinenze, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo dell’impostaa parenti in linea retta entro il primo grado (figli e genitori) che le utilizzino come abitazione principale (per il 2014 la norma è riprodotta nel Ddl  di stabilità 2014). L’agevolazione potrà essere concessa per una sola unità immobiliare.
L’esenzione è concessa previa presentazione di un’apposita dichiarazione su modello ministeriale.
Immobili per i quali l’esenzione scatta dal 2014 (esenti dal primo gennaio 2014)

  • Immobili utilizzati da enti non commerciali (“… enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale nonché gli organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato”) per attività di ricerca scientifica.
  • Fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali, che dal primo gennaio 2014 sarannoassimilati all’abitazione principale.
Aliquote e detrazioni di imposta

Comuni avranno tempo fino al 09 dicembre 2013 per pubblicare sul proprio sito le aliquote, le detrazioni, e le, eventuali, agevolazioni deliberate.
Essendo la pubblicazione a ridosso della scadenza per il versamento è palese la difficoltà in cui ci si troverà ad operare per la liquidazione ed il versamento dell’imposta.

DURC POSSIBILITA’ DI OTTENERNE IL RILASCIO IN PRESENZA DI DEBITI PREVIDENZIALI E DI CREDITI VERSO LA P.A.

La circolare n. 40/2013 del 21 ottobre 2013 del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, fornisce un primo chiarimento sulla possibilità per le aziende, di ottenere il DURC regolare anche in presenza di debiti previdenziali non pagati, nel caso in cui le stesse vantino crediti almeno di pari importo nei confronti della Pubblica amministrazione.

 Attraverso questa procedura è assicurata la possibilità alle imprese in queste condizioni, di continuare ad operare sul mercato anche in presenza di debiti previdenziali e/o assicurativi.

 Quali crediti possono essere utilizzati per ottenere il DURC?

Sono i crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. Per poter ottenere il DURC, ovviamente, l’importo dei crediti deve almeno pari o superiore a quello degli oneri contributivi non versati.

 

Come fare per ottenere il DURC?

Le aziende che si trovano in queste condizioni per prima cosa devono ottenere la certificazione dei propri crediti. Per farlo occorre collegarsi alla piattaforma informatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria dello Stato. L’indirizzo è il seguente:

Clicca QUI per andare all’indirizzo

Una volta ottenuta la certificazione, basterà recarsi ad uno sportello INPS con la certificazione stampata o, in alternativa, con il numero di certificazione ed il codice di controllo rilasciato dalla piattaforma informatica.

COMPENSAZIONE CREDITI VERSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CON CARTELLE EQUITALIA

Le aziende che vantano crediti commerciali verso la Pubblica amministrazione possono ora compensare detti crediti con debiti derivanti da cartelle di pagamento emesse da Equitalia.

Quali crediti commerciali si possono compensare?

crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili relativi a somministrazioni, forniture e appalti con lo Stato, gli enti pubblici nazionali, le Regioni, gli enti locali o gli enti del Servizio sanitario nazionale.

Quali debiti possono essere compensati?

debiti tributari (dello Stato, delle Regioni e degli enti locali), previdenziali e assistenziali oggetto di cartelle di pagamento di Equitalia, di accertamento esecutivo dell’Agenzia delle Entrate e di avviso di addebito dell’Inps, notificati entro il 31 dicembre 2012

 Come si fa la compensazione?

In primo luogo occorre ottenere la certificazione dei propri crediti. Per farlo occorre collegarsi alla piattaforma informatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria dello Stato. L’indirizzo è il seguente:

http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/home.xhtml

Una volta ottenuta la certificazione, basterà recarsi ad uno sportello di Equitalia con la certificazione stampata o, in alternativa, con il numero di certificazione ed il codice di controllo rilasciato dalla piattaforma informatica.

Cosa farà Equitalia?

Una volta controllata la correttezza della certificazione o dei dati forniti, Equitalia procede al pagamento in compensazione della cartella di pagamento, rilasciando attestazione del pagamento effettuato.

IVA – PRESUNZIONI DI CESSIONE E DI ACQUISTO

Al fine di fornire alle imprese un supporto sulla corretta gestione ai fini IVA dell’entrata e dell’uscita dei beni merce e dei beni strumentali dalle sedi aziendali, si riportano in calce due brevi stralci della circolare 23 luglio 1998 del Ministero delle Finanze  in tema di presunzioni di cessione e acquisto.

In sostanza,  l’amministrazione finanziaria presume che:

  • qualunque bene regolarmente acquistato e non rinvenuto nel/nei magazzino/i aziendali sia stato ceduto omettendo di dichiararne il corrispettivo;
  • qualunque bene venga rinvenuto nel/nei magazzino/i aziendali per il quale manchi la documentazione scritta che dimostri il motivo per cui il bene si trova all’interno dei locali aziendali (per es. conto riparazione oppure conto vendita etcc..) sia stato acquistato “in nero”.

Ogni azienda è tenuta pertanto a porre la massima attenzione alle procedure adottate, al fine di vincere dette presunzioni e, quindi,  di eliminare ogni comportamento che possa prestare il fianco ad eventuali contestazioni.

I passaggi della circolare ministeriale

1. PRESUNZIONI DI CESSIONI

L’ art. 1, comma 1, del D.P.R. n. 441 del 1997 in esame, stabilisce che si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni, ne` in quelli dei suoi rappresentanti. Tra questi luoghi rientrano le sedi secondarie, filiali, succursali, dipendenze, stabilimenti, negozi, depositi ed i mezzi di trasporto nella disponibilita` dell’impresa.

Il successivo comma 2 del medesimo articolo 1, stabilisce inoltre che la presunzione di cui al comma 1 non opera se viene dimostrato che i beni stessi:

– sono stati impiegati per la produzione;

– sono stati perduti o distrutti;

– sono stati consegnati a terzi in lavorazione, deposito, comodato o in dipendenza di contratti estimatori, di contratti d’opera, appalto, trasporto,

mandato, commissione o di altro titolo non traslativo della proprieta`. L’elencazione fatta dalla norma al riguardo e` puramente esemplificativa: quello che rileva infatti e` unicamente l’assenza di qualsivoglia titolo traslativo della proprieta`.

2. PRESUNZIONE DI ACQUISTO

L’ art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 441 del 1997 stabilisce che i beni che si trovano in uno dei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni si presumono acquistati ove lo stesso non dimostri di averli ricevuti in base ad un rapporto di rappresentanza o ad uno degli altri titoli di cui all’art. 1, nei modi ivi indicati. Nonostante il tenore letterale della disposizione contenuta nell’art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 441 del 1997, la presunzione deve intendersi riferita non solo ai beni merci ma anche alla movimentazione dei beni strumentali.