VOLUNTARY BIS – Controlli della Guardia di Finanza su chi non l’ha fatta

notiziario del 03/11/2016 Non visualizzi correttamente questa email?
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gilioli marasi

VOLUNTARY BIS – Controlli della Guardia di Finanza su chi non ha fatto la prima

La strategia messa in campo dal ministero dell’economia per spingere a fare la voluntary disclosure bis consiste in controlli mirati su chi non ha fatto la prima.

Questo è quanto il comandante del III reparto della guardia di finanza, Stefano Screpanti, ha esposto nell’audizione svoltasi ieri davanti alle commissioni bilancio e finanze della camera sulle disposizioni contenute nel D.L. fiscale (193/2016).

Saranno predisposte liste selettive di soggetti «connotati da elementi di pericolosità fiscale connessi alla potenziale detenzione all’estero di capitali frutto di evasione».

In particolare «nella prospettiva di incentivare l’adesione alla voluntary disclosure, una di queste analisi concerne soggetti che, pur presentando connessioni nell’ambito di rapporti finanziari con contribuenti che hanno aderito alla procedura di collaborazione volontaria, non hanno a loro volta presentato istanza di adesione».

Si tratta dei soggetti collegati (soci, coniugi, coeredi, etc) che avrebbero potuto avvalersi della voluntary e che si sono ritrovati allo scoperto in seguito alla trasmissione dell’istanza da parte di chi l’ha presentata.

E’ stata confermato anche l’avvio di attività di verifica per i soggetti Italiani (800 circa) che sono stati rintracciati nei cosiddetti Panama papers, i file pubblicati la scorsa estate con i nomi di evasori su scala mondiale che detenevano conti offshore nello stato caraibico.

Lo Studio rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti.

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