Proteggere il patrimonio. Agire ora per il futuro.

Nel corso della nostra vita lavorativa la nostra attenzione è focalizzata nel produrre redditi e nella costruzione di patrimoni, che consentano a noi e a chi ci è caro un presente e, soprattutto, un futuro sereno. Normalmente prestiamo meno attenzione alla tutela del patrimonio, costruito o ereditato, per un sereno futuro e a pianificarne il passaggio a chi ci sarà dopo di noi.

Sebbene sia un comportamento abbastanza comune, non gestire la protezione del nostro patrimonio e non pianificarne il futuro sono comportamenti rischiosi.

I rischi

Soprattutto per imprenditori, professionisti e amministratori di società. i fattori di rischio  che possono mettere a repentaglio l’integrità del patrimonio familiare sono in costante aumento. Le azioni di responsabilità nei confronti di questi soggetti sono sempre più frequenti, e la crisi economica pone a rischio di default, anche aziende consolidate. Non da ultimo anche il fisco (ad es. il redditometro) tende ad aggredire, oltre ai lavoratori autonomi, i patrimoni di tutti i contribuenti.

I passaggi generazionali

La gestione del passaggio generazionale nelle aziende di famiglia è una fase delicata e complessa.

Nel caso del passaggio generazionale di aziende l’individuazione di quale o quali tra i propri figli meglio abbia le migliori capacità per assicurare la continuità aziendale, e la necessità di dirigere il momento e le  modalità di trasmissione del “timone” aziendale,  garantendo nel contempo adeguata tutela ai  figli che esclusi dalla gestione dell’azienda di famiglia.

Un’attenta pianificazione può mitigare il carico fiscale nel passaggio dell’azienda e assicura il patrimonio dal rischio di frammentazioni non desiderate.

Italia: un paradiso fiscale per le successioni. Per ora.

Finora l’Italia, strano a dirsi, ha goduto e gode di una fiscalità particolarmente favorevole in relazione alle imposte di successione e donazione.

La revisione della tassazione sui patrimoni immobiliari fa parte della legge delega di riordino della normativa tributaria, mentre è sempre più pressante la tassazione sulle rendite finanziare.

Gli strumenti di protezione e altro.

Sono molteplici le esigenze potenziali: riservatezza, segregazione del patrimonio e tutela dall’azione di terzi, protezione di soggetti deboli, sicurezza per un sereno futuro, pace familiare, per citarne alcune.

In relazione alla composizione del patrimonio e agli obiettivi prefissi, gli strumenti a disposizione sono parimenti molteplici: polizze vita, fondo patrimoniale, società fiduciarie, trust, fondi destinati.

Ognuno di questi strumenti presenta caratteristiche e peculiarità che vanno valutate in relazione alle singole esigenze.

Il Trust.

Come detto un uso ponderato dei vari strumenti a disposizione può permettere di ottenere ottimi risultati. Particolarmente interessante può rivelarsi l’utilizzo del TRUST, strumento particolarmente flessibile ed in grado di fornire la soluzione a gran parte delle esigenze sopra evidenziate.

Il Trust è un istituto che trova applicazione in Italia a seguito del recepimento della Convenzione dell’Aja del 1985, non avendo una disciplina specifica nel nostro diritto civile. Pur in mancanza di una normativa specifica in ambito nazionale, sono state introdotte delle leggi che regolano il funzionamento del  Trust in ambito fiscale.

Questo strumento, molto utilizzato all’estero, ha visto, con il tempo, un sempre maggior utilizzo anche in Italia. Questo perché oltre ad essere un ottimo strumento di tutela del patrimonio e di pianificazione del passaggio generazionale, il Trust, grazie alla sua flessibilità, si è rivelato particolarmente efficiente per il raggiungimento di ulteriori scopi. ad esempio  Trust di garanzia,  in  operazioni di risanamento aziendale  o a garanzia delle operazioni di ristrutturazione del debito.

Degni di nota anche gli effetti fiscali, sia in relazione alle imposte indirette che alle imposte sul reddito. Si assiste al suo uso, in alternativa a quello societario, in presenza di determinate condizioni per non incorrere nella normativa sulle “società di comodo”.

La pianificazione del passaggio generazionale e la tutela del patrimonio sono operazioni delicate e complesse, ma, sicuramente, il “non agire” è un inutile rischio.

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