IVA – PRESUNZIONI DI CESSIONE E DI ACQUISTO

Al fine di fornire alle imprese un supporto sulla corretta gestione ai fini IVA dell’entrata e dell’uscita dei beni merce e dei beni strumentali dalle sedi aziendali, si riportano in calce due brevi stralci della circolare 23 luglio 1998 del Ministero delle Finanze  in tema di presunzioni di cessione e acquisto.

In sostanza,  l’amministrazione finanziaria presume che:

  • qualunque bene regolarmente acquistato e non rinvenuto nel/nei magazzino/i aziendali sia stato ceduto omettendo di dichiararne il corrispettivo;
  • qualunque bene venga rinvenuto nel/nei magazzino/i aziendali per il quale manchi la documentazione scritta che dimostri il motivo per cui il bene si trova all’interno dei locali aziendali (per es. conto riparazione oppure conto vendita etcc..) sia stato acquistato “in nero”.

Ogni azienda è tenuta pertanto a porre la massima attenzione alle procedure adottate, al fine di vincere dette presunzioni e, quindi,  di eliminare ogni comportamento che possa prestare il fianco ad eventuali contestazioni.

I passaggi della circolare ministeriale

1. PRESUNZIONI DI CESSIONI

L’ art. 1, comma 1, del D.P.R. n. 441 del 1997 in esame, stabilisce che si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni, ne` in quelli dei suoi rappresentanti. Tra questi luoghi rientrano le sedi secondarie, filiali, succursali, dipendenze, stabilimenti, negozi, depositi ed i mezzi di trasporto nella disponibilita` dell’impresa.

Il successivo comma 2 del medesimo articolo 1, stabilisce inoltre che la presunzione di cui al comma 1 non opera se viene dimostrato che i beni stessi:

– sono stati impiegati per la produzione;

– sono stati perduti o distrutti;

– sono stati consegnati a terzi in lavorazione, deposito, comodato o in dipendenza di contratti estimatori, di contratti d’opera, appalto, trasporto,

mandato, commissione o di altro titolo non traslativo della proprieta`. L’elencazione fatta dalla norma al riguardo e` puramente esemplificativa: quello che rileva infatti e` unicamente l’assenza di qualsivoglia titolo traslativo della proprieta`.

2. PRESUNZIONE DI ACQUISTO

L’ art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 441 del 1997 stabilisce che i beni che si trovano in uno dei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni si presumono acquistati ove lo stesso non dimostri di averli ricevuti in base ad un rapporto di rappresentanza o ad uno degli altri titoli di cui all’art. 1, nei modi ivi indicati. Nonostante il tenore letterale della disposizione contenuta nell’art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 441 del 1997, la presunzione deve intendersi riferita non solo ai beni merci ma anche alla movimentazione dei beni strumentali.

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